Mi è cambiata la vita!

Eliana Raffaelli

Eliana Raffaelli

Tante cose sono ‘andate bene’ per puro caso, nella relazione con i miei figli. Ma ignorando completamente i bisogni del bambino e le tappe del suo sviluppo mi rendo conto ora di non essere stata per loro così utile come avrei potuto essere. Quello che è cambiato frequentando la SCUOLA GENITORI SECONDO L’APPROCCIO MONTESSORIANO è  la CONSAPEVOLEZZA che il bambino va rispettato, va capito, va ascoltato, a volte anche assecondato, non solo e sempre rimproverato, corretto, bloccato, obbligato. Non perché sono piccoli devo sottovalutare i loro bisogni, i loro desideri, le loro inclinazioni.  Funziona!

I quattro incontri a cui ho partecipato sono bastati a cambiarmi la vita. Peccato non aver conosciuto Montessori prima della nascita dei bambini!

I miei bambini hanno già 6 anni.

Tante cose sono ‘andate bene’ per puro caso, grazie al mio carattere poco apprensivo che gli ha sempre permesso di sperimentare molto, grazie al vivere in campagna a contatto con la natura che ci ha regalato infinite occasioni, grazie al buon senso che ha fatto sì di offrire un ambiente il più possibile adatto a loro. Ma ignorando completamente i bisogni del bambino e le tappe del suo sviluppo mi rendo conto ora di non essere stata per loro così utile come avrei potuto essere.

In questi mesi mi è capitato di dire più di una volta che questi contenuti dovrebbero rientrare nei corsi preparto, magari sarebbero più illuminanti di tanti altri.

Almeno per me lo sarebbero stati.

A 6 anni i bambini hanno già delle impostazioni.

Forse in questo sta la mia difficoltà nella routine quotidiana, nello scardinare cattive abitudini. Per fare un esempio mi viene in mente il concetto del fare da solo: troppe volte ho allacciato le scarpe a Luca (per fare in fretta) perché ora lui mi chieda ‘mamma mi aiuti a fare da solo?’.  Luca a 6 anni non ha più nessuna voglia di imparare ad allacciarsi le scarpe. Silvia ha imparato con grande soddisfazione quando di anni ne aveva 4… e ricordo benissimo la voglia che aveva di imparare.

Troppe volte ho ceduto alla tentazione di fare io per loro, di facilitarli, ed ora mi ritrovo con bimbi che hanno parecchie cattive abitudini.

Quello che è cambiato frequentando la SCUOLA GENITORI SECONDO L’APPROCCIO MONTESSORIANO è il punto di vista nei confronti dei bambini. Ho capito che noi adulti non abbiamo nulla da insegnare loro ma che dobbiamo solo PARTECIPARE alla loro crescita con atteggiamento di servizio. Nostro compito è quello di ACCOMPAGNARLI. Sarebbe stato importante avere questa attenzione prima dei 6 anni, ma anche a questa età ricordarci che i bambini meritano il massimo rispetto è utile.

Quello che è cambiato per sempre è la CONSAPEVOLEZZA che il bambino va rispettato, va capito, va ascoltato, a volte anche assecondato, non solo e sempre rimproverato, corretto, bloccato, obbligato. Non perché sono piccoli devo sottovalutare i loro bisogni, i loro desideri, le loro inclinazioni. Se Luca non vuole partecipare alle feste di compleanno dei suoi compagni perché si sente a disagio, perché in mezzo a tanti bambini si disorienta…pazienza, non è così importante perché io lo obblighi.

Non si va.

Immagino che un giorno mi chiederà lui di andare.

Quando tornano da scuola e hanno voglia di raccontarmi ora cerco di dare loro la massima attenzione. Mi siedo e li ascolto mentre prima magari li ascoltavo mentre facevo dell’altro, cosa che forse non mi sarei permessa di fare con un adulto che mi dice “ti devo parlare”.

Non perché sono piccoli li possiamo mettere ad un livello inferiore.

Quando Silvia scoppia di rabbia, urlando come un’indemoniata, ora cerco di non perdere anche io il controllo, non la chiudo fuori dalla porta, non le tappo la bocca con la forza, ora cerco di capire qual è il grido di aiuto che ci sta dietro.  La stringo la coccolo e quando si è calmata le parlo:“…immagino come ti senti…”Funziona!

Quando stanno guardando un programma in TV non mi permetto di spegnere sul più bello solo ‘perché io sono l’adulto e si fa come dico io’. Forse non lo facevo nemmeno prima, ma ora mi sembrerebbe gravissimo.

Ora non mi permetto di dire ‘ragazzi riordinate la vostra camera’ se io ho la cucina in disordine. Di solito dico: ‘ragazzi tutti al lavoro: io riordino la cucina, Silvia la camera, Luca i giochi…’.

Sento molto più forte la responsabilità del buon esempio.

Ancora grazie di tutto.

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Daniela Scandurra
0+ Anni di esperienza

Mi chiamo Daniela Scandurra e sono una pedagogista montessoriana con sede a Trento

Attraverso la mia consulenza pedagogica individuale e di gruppo, posso aiutarti a raggiungere i risultati che desideri nella relazione con i tuoi figli, fornendoti strumenti pratici che possano facilitare il tuo ruolo di genitore.